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Sessualità felina e gatta in calore: le cose da sapere

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La riproduzione dei gatti si basa su un velocissimo accoppiamento che segue un lungo e complesso rituale di corteggiamento. Ecco come funziona e come capire se una gatta è in calore.
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gatto sul sofà

Durante la stagione degli amori, anche il gatto più mansueto subisce una trasformazione, soprattutto nel comportamento. Ciò vale in particolare per la femmina, che in un anno attraversa più periodi di calore (da due a quattro, solitamente a cavallo tra inverno e primavera e tra primavera ed estate). Questi periodi di fertilità hanno una durata di 15-20 giorni e, se si vive con una gatta non sterilizzata, sono praticamente impossibili da ignorare.

Gatta in calore: sintomi

Il primo calore di una gatta arriva abbastanza presto, tra i sei e i dieci mesi di età, e coincide con il raggiungimento della maturità sessuale. Un gatto maschio diventa invece attivo leggermente più tardi, tra i dieci e i quattordici mesi (se è particolarmente robusto, sarà però in grado di procreare anche in età avanzata).

Il ciclo riproduttivo (che ha una durata di quattro o cinque giorni) si ripete ogni due o tre settimane fino a quando la gatta non rimane incinta. Chi ha una femmina in casa dovrà quindi rivolgerle qualche attenzione in più, soprattutto al comparire dei tipici e inequivocabili comportamenti di una gatta in calore:

  • La gatta è molto più rumorosa del solito; piange, geme o emette vocalizzi anche per tutta la notte. Il miagolio del gatto in calore è molto simile a un pianto.
  • La gatta è irrequieta; non riesce a rilassarsi e stare ferma.
  • La gatta si rotola per terra e si muove gattonando; si tratta di un comportamento tipico del ciclo riproduttivo e non indica sofferenza.
  • La gatta è più affettuosa del solito; si sfrega contro i mobili, le porte e le gambe del proprietario per diffondere il proprio odore.
  • La gatta si lava in modo eccessivo; lo fa per lenire il fastidio dovuto al gonfiore della zona genitale.
  • La gatta vuole uscire; anche se è un animale domestico, la gatta in calore cercherà di diffondere il proprio odore all’esterno per attirare i maschi. Se è stata installata la gattaiola a una porta o finestra, durante il calore è opportuno bloccarla per impedire che la gatta esca o che entrino gatti maschi estranei.
  • La gatta comunica con la coda; la sposta di lato tenendo sollevato il sedere per comunicare che è disponibile all’accoppiamento.

L’accoppiamento

Con segnali così forti ed eloquenti, è naturale che al cospetto di una gatta in calore si presentino molti pretendenti. Di solito una serie di azzuffate decreta il maschio prescelto, al quale tuttavia la gatta non si concede immediatamente. Spesso si diverte addirittura a rifiutarlo, ingaggiando con lui un rito di corteggiamento che può durare giorni.

Una volta conclusa questa parentesi formale, la gatta in calore si rende disponibile all’atto sessuale, che dura pochi secondi e al termine del quale la femmina emette uno straziante miagolio (l’accoppiamento non è particolarmente piacevole per la femmina). A quel punto i due gatti si separano, spesso con qualche spiacevole conseguenza per il maschio, a cui la gatta non di rado riserva qualche graffio ben assestato.

Nel corso della stagione riproduttiva, la gatta in calore può accoppiarsi con maschi diversi, dando alla luce gattini di padri diversi. Se invece un maschio e una femmina vivono sotto lo stesso tetto, non è raro che la femmina scelga di rimanere fedele al proprio compagno disinteressandosi della concorrenza.

Sterilizzazione

I gatti tendono a fare parecchi gattini (due cucciolate all’anno, ciascuna di tre-sei figli) e ciò può rappresentare un grosso problema se si ha una femmina in casa. Per questo motivo è consigliabile sterilizzare i gatti, sia maschi che femmine. Per una gatta è preferibile farlo intorno al sesto mese di vita, cioè prima che abbia il primo calore, mentre per il maschio occorre attendere la completa discesa dei testicoli, tra i sei e i dieci mesi.

È consigliabile che un gatto sia sterilizzato per molti buoni motivi. L’intervento infatti:

  • evita che a ogni calore il gatto domestico soffra per un desiderio che non può soddisfare o, peggio ancora, che scappi per obbedire al proprio istinto;
  • riduce i rischi di contrarre malattie a trasmissione sessuale come la FIV;
  • rende il gatto sterilizzato meno aggressivo; gli impulsi sessuali vengono sopiti, ma non l’intelligenza, la vivacità e l’istinto da cacciatore;
  • nel caso della femmina, se svolto entro il primo anno d’età, è efficace nella prevenzione dei tumori dell’utero e della mammella.

La sterilizzazione della femmina viene effettuata attraverso un intervento chirurgico chiamato ovariectomia, che consiste nella rimozione delle due ovaie e, in alcuni casi, di una parte considerevole dell’utero fino alla cervice attraverso un’incisione nell’addome.

La sterilizzazione del maschio, chiamata orchiectomia, è invece un’operazione molto meno invasiva, poiché prevede l'asportazione dei testicoli in anestesia locale e in genere non richiede nemmeno l’applicazione di punti di sutura.

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