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Gatto aggressivo: cause e rimedi

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Normalmente docile e tranquillo, il gatto talvolta si lascia andare a manifestazioni aggressive che a prima vista possono sembrare irragionevoli ma che hanno sempre un motivo scatenante. Scopri perché il tuo gatto può diventare improvvisamente aggressivo e come puoi intervenire se dovesse accadere.
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Affettuoso in un modo tutto suo, il gatto è un animale docile e dall’indole pacifica. Tuttavia, anche al gatto più serafico talvolta può capitare di avere dei momenti di improvvisa e ingiustificata aggressività. In realtà, si tratta di reazioni solo apparentemente immotivate: la paura, il gioco, la difesa del proprio territorio, un eccesso di contatto fisico e altre circostanze particolari possono infatti spingere l’animale ad attaccare il padrone o altri gatti. L’aggressività è dunque un meccanismo comportamentale normale, che però va tenuto sotto controllo per evitare che un gatto aggressivo diventi pericoloso per sé e per gli altri.

Comportamento aggressivo del gatto: come si manifesta

I soffi, i graffi e i morsi sono le modalità con cui il gatto sfoga la propria aggressività. È possibile prevederli facendo attenzione a una serie di riconoscibili segnali che precedono gli attacchi e che sono generalmente orientati alla difesa o all’attacco.

In linea generale, il gatto ha un atteggiamento di tipo difensivo quando:

  • ha la coda attorcigliata,
  • tiene le orecchie basse,
  • ha lo sguardo fisso con le pupille dilatate,
  • drizza il pelo,
  • brontola o ringhia.

Dimostra invece un’aggressività di tipo offensivo se:

  • tiene la coda alzata,
  • ha le orecchie dritte,
  • ha le pupille strette,
  • emette un verso simile a un ululato.

Gatti dal comportamento aggressivo: possibili cause

Imparare a riconoscere i primi segnali può aiutarti a evitare un attacco, ma è anche importante capire i motivi per cui si sviluppa questo comportamento, così da intervenire per modificare o minimizzare le circostanze che rendono il tuo gatto aggressivo. Ecco alcuni scenari molto comuni.

Gatti dal comportamento aggressivo nel gioco 

Il gioco è l’unica modalità che il gatto domestico ha a disposizione per sfogare il proprio istinto predatore: ecco perché quando gioca assume le stesse posture di quando va a caccia (orecchie abbassate, coda in costante movimento, posizione accovacciata) e soprattutto attacca all’improvviso. Durante il gioco però il gatto non è in grado di calibrare bene i graffi e i morsi ed è dunque buona norma non ingaggiarlo mai con mani o piedi, bensì offrirgli dei giocattoli o degli accessori su cui possa avventarsi liberamente.

Aggressività territoriale o di difesa

In generale, questo tipo di aggressività si manifesta quando il gatto sente il proprio territorio minacciato dalla presenza di altri felini, ma può presentarsi anche con cani o persone. Si tratta di un atteggiamento normale, soprattutto nei maschi, i quali adottano una postura difensiva o minacciosa, caratterizzata da miagolii, soffi e grida con lo scopo di spaventare e scacciare l’intruso.

Aggressività in seguito al contatto fisico prolungato 

È il tipo di aggressività più difficile da prevedere poiché il gatto passa repentinamente dal godersi le carezze al respingerle attraverso morsi e graffi. Non si tratta tuttavia di attacchi senza preavviso: spesso l’animale inizia a segnalare che è stufo delle coccole muovendo la coda e le orecchie e concentrando l’attenzione e i movimenti sulla mano che lo sta accarezzando. Questo cambio di atteggiamento può essere causato dalla necessità del felino di ribadire la propria indipendenza e la propria posizione di dominanza o di sfogare lo stress.

Comportamento aggressivo del gatto dovuto a malattie

Il dolore e la sofferenza sono tra le cause dell’improvvisa aggressività del gatto, benché questo animale tenda ad appartarsi e rimanere nascosto quando sta male. Ci sono però delle condizioni che gli provocano una notevole sofferenza fisica e dunque una spiccata intollerabilità al contatto: otite, ascessi e altri problemi dentali, artrite, oltre alle ferite procuratesi nel gioco o nel combattimento. Anche patologie prive di dolore come la leucemia e la rabbia possono rendere il gatto aggressivo e particolarmente irritabile.

Gatto aggressivo a causa della paura

Quando il gatto si sente in pericolo o si spaventa per un movimento o un suono forte e improvviso (un citofono, la caduta di un oggetto, il rumore del traffico) può reagire in due modi: andando a nascondersi o diventando aggressivo.

Aggressività reindirizzata

Quando il gatto è irritato da qualcosa contro cui non riesce a sfogarsi, può rispondere a un altro stimolo concomitante, anche se non minaccioso. Ad esempio, può accadere che l’animale si agiti per il passaggio di un cane fuori dalla finestra o per un rumore sul tetto e non sappia come gestire il fastidio perché non può uscire. In tal caso, per sfogarsi sceglierà la prima cosa a portata di zampa: il divano, un tappeto o la gamba del padrone. Questo tipo di aggressività si definisce reindirizzata, poiché è provocata da un accumulo di rabbia senza rilascio.

Aggressività da istinto materno

Una gatta che ha appena partorito è naturalmente molto protettiva nei confronti dei propri cuccioli e, se sente che sono minacciati, non esita a soffiare, graffiare o mordere anche il proprio padrone o un altro animale domestico con cui di solito convive pacificamente. Si tratta per fortuna di un comportamento non solo naturale ma anche destinato ad affievolirsi man mano che i piccoli crescono.

Cosa fare se un gatto è aggressivo

Se il gatto diventa improvvisamente aggressivo, la prima cosa da fare è rivolgersi al veterinario per capire se il comportamento anomalo è causato da sofferenza o malattia. Se non è così, è possibile agire nei seguenti modi:

  • evitare di toccare il gatto aggressivo quando attacca;
  • non sgridare il gatto (e tantomeno picchiarlo), poiché questo tipo di reazione può renderlo ancora più aggressivo;
  • premiare i comportamenti positivi del gatto e offrirgli piccole ricompense di cibo se mostra segni di intolleranza alle coccole;
  • se l’aggressività del gatto deriva da sbalzi ormonali, valutare se castrarlo (se è maschio) o sterilizzarlo (se è femmina);
  • se si è deciso di introdurre in casa un altro animale, fare in modo che il gatto conosca il nuovo arrivato in modo graduale, possibilmente in un ambiente neutrale e sotto la supervisione del padrone;
  • nel caso dei gattini, iniziarli alla socializzazione molto presto, già dalla terza settimana di vita;
  • fornire al gatto un tiragraffi, dei giochi e uno spazio in cui possa stare solo e tranquillo (nelle situazioni più stressanti, come i traslochi, una scatola di cartone è tutto ciò che gli serve per sentirsi al sicuro);
  • in presenza di altri animali, aumentare proporzionalmente il numero di giacigli, ciotole per il cibo e giochi, così da scongiurare rivalità e lotte territoriali;
  • vaccinare il gatto contro la rabbia e altre malattie.

Se questi consigli non hanno effetto, forse è il caso di rivolgersi all’etologo felino, un esperto del comportamento in grado di dare consigli su come educare un gatto aggressivo e offrire soluzioni per ridurre o gestire l’aggressività anche nei casi più seri.

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