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Come pulire il pelo del gatto e altri consigli per prenderti cura del tuo piccolo amico

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Il gatto è un animale che ama la pulizia. Ma anche se è molto metodico e indipendente, talvolta non disdegna l'aiuto del suo padrone.
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Gatto che si pulisce

Per i gatti la pulizia è una faccenda molto seria. Infatti, che si godano le comodità di un appartamento o scorrazzino liberamente per tetti e cortili, dedicano molte ore a leccarsi il pelo, spesso compiendo incredibili atti di contorsionismo per raggiungere le parti più nascoste.

Non si tratta però di un istinto limitato alla pulizia e all’igiene: la toeletta svolge infatti molte altre funzioni. Leccandosi, il gatto stimola le secrezioni delle ghiandole sebacee che rendono la pelliccia liscia e impermeabile, due caratteristiche importantissime per la termoregolazione corporea. Un mantello sano e compatto, infatti, evita le dispersioni di calore durante l’inverno, mentre d’estate previene il surriscaldamento permettendo un’evaporazione uniforme della saliva depositata sul pelo. Infine, un gatto a volte si dedica alla pulizia per combattere la noia o lo stress da zuffa, da incontro amoroso o da visita veterinaria.

Tuttavia, benché il tuo gatto svolga una lunga e metodica toeletta più volte al giorno, in certi casi può non essere sufficiente a garantirgli una pulizia adeguata. Ecco qualche consiglio su come dargli una mano.

La spazzolatura del pelo

Il mantello felino è molto fitto e, per questo, può raccogliere inavvertitamente polvere, terra, semi d’erba, sostanze inquinanti e parassiti. Per evitare che questi elementi estranei provochino la formazione di nodi, infezioni e ascessi è importante spazzolare il gatto regolarmente.

Naturalmente, spazzolandolo riduci anche la quantità di pelo che il gatto ingerisce leccandosi. Come saprai, nel suo stomaco si formano le cosiddette “palle di pelo”: si tratta di fastidiosi accumuli che se non vengono rigurgitati rischiano di provocare danni anche molto seri, quali un’occlusione intestinale.

Spazzolare il tuo gatto non è solo utile per la sua salute ma dona a entrambi un momento speciale di intimità che l’animale vive con particolare piacere, poiché accudirlo favorisce il rilascio delle endorfine.

Come spazzolare il gatto e con quale frequenza

È possibile che all’inizio il tuo micio sia un po' diffidente verso la toeletta. Per conquistarlo, comincia con sedute molto brevi e delicate, per passare gradualmente a sessioni di cinque-dieci minuti, e dedicati a quelle zone che l’animale ha più difficoltà a pulire da solo: ascelle, pancia, sotto il collo e dietro le zampe posteriori. Usa la spazzola più adatta alla lunghezza del suo pelo: il toelettatore saprà darti qualche consiglio sulla scelta del modello migliore. Per far sentire un gatto a proprio agio, devi inoltre dimostrare una grande sicurezza: gli animali percepiscono il nostro nervosismo e reagiscono di conseguenza. Ricordati anche di premiarlo se fa il bravo durante la toeletta.

La frequenza con cui spazzolarlo dipende dal mantello, dallo stato di salute e dallo stile di vita: se ad esempio è anziano, può avere bisogno di aiuto nelle zone che non riesce più a raggiungere, mentre se è abituato a uscire è possibile che debba essere spazzolato molto spesso.

Se il pelo è solo lievemente arruffato, per districarlo di solito basta la spazzola, mentre se è molto annodato è preferibile tagliarlo per evitare di fare male all’animale quando lo spazzoli. Se non ti senti a tuo agio nel maneggiare le forbici o il trimmer, rivolgiti a un toelettatore professionista o a una clinica veterinaria.

Alla ricerca di anomalie nel pelo e nella pelle

La toeletta rappresenta un’ottima occasione per osservare da vicino la pelle e il pelo del tuo gatto. Fai scorrere le dita nel mantello verificando che la pelle non presenti irritazioni, sfoghi, aree prive di pelo e arrossamenti. Se la cute risulta secca o a scaglie (o se il pelo è opaco) potrebbe trattarsi di alimentazione non idonea, di un’allergia, di un’infezione, di diabete o di ipertiroidismo.

Controlla anche che nel pelo non ci siano parassiti esterni quali pulci, zecche e acari: possono causare fastidi e pruriti o addirittura trasmettere al gatto malattie e vermi intestinali, quali le tenie.

In presenza di questi sintomi, fissa un appuntamento dal veterinario per una visita o un trattamento.

Il bagno

Si dice che i felini e l’acqua non vadano molto d’accordo. In effetti, spesso un micio non si spinge oltre una bevuta dal rubinetto aperto o quattro salti nel piatto bagnato della doccia. Fare il bagno al gatto può dunque essere un’operazione piuttosto complicata. Per fortuna, di solito è necessaria solo se l’animale ha il pelo molto sporco (ad esempio dopo un giretto sotto la pioggia), se non è in grado di pulirselo da solo o se ha qualche malattia che richiede l’applicazione di uno shampoo curativo.

Come lavare un gatto dunque? Un segreto è abituarlo al bagnetto fin dalla tenera età. Finché è piccolo e facile da maneggiare, tutto ciò che ti serve è una bacinella di acqua tiepida, uno shampoo adatto al suo pelo, un asciugamano di spugna e un phon silenzioso.

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Gattino in una piccola vasca da bagno

Non solo pelo

Prenderti cura del tuo gatto significa anche occuparti della pulizia delle orecchie, dei denti e delle unghie. Vediamo come farlo.

Orecchie

Quando e come pulire le orecchie del gatto? Basta farlo una o due volte alla settimana, evitando i bastoncini di cotone. Di solito, i veterinari consigliano un prodotto autopulente sicuro e semplice da usare: basta introdurlo nelle orecchie e lasciarlo agire; il gatto lo eliminerà scuotendo la testa.

Quando svolgi questa operazione controlla se le orecchie:

  • appaiono umide o arrossate al loro interno;
  • contengono una quantità insolita o eccessiva di cerume;
  • sono molto sensibili e l'animale reagisce quando le tocchi;
  • emanano un cattivo odore oppure l'animale se le gratta spesso o scuote la testa.

Sono tutti segni di una possibile infezione: se il tuo micio ne presenta qualcuno, rivolgiti al veterinario per sottoporlo a un trattamento.

Denti

Anche l’igiene dentale è importante. Spesso i denti tendono a ricoprirsi di tartaro giallo, che nel tempo può provocare gengiviti o stomatiti. Puoi provare a lavargli i denti con un apposito dentifricio, ma è un’operazione che l’animale detesta. Meglio dunque lasciar fare al veterinario, che effettuerà una pulizia dei denti del gatto in anestesia.

Unghie

Infine, anche le unghie devono essere controllate e regolate di frequente. Se il tuo gatto ha gli artigli particolarmente lunghi, mettigli a disposizione un tiragraffi. In alternativa puoi accorciarli con un tronchesino, ma è un’operazione che richiede molta attenzione e che di solito è meglio lasciare al veterinario. Se però decidi di occupartene, fai attenzione a non tagliare la parte rosa dell’unghia: agendo solo sulla parte bianca, il gatto non sentirà dolore e non correrà alcun pericolo (e nemmeno tu).

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